Feuilleton “L’uomo e la bolla” 2

Gennaio 4, 2008 at 11:58 am (feuilleton) (, , )

Il “bambino della bolla” cominciò a gridare ma nessuno riusciva a sentirlo sotto quella coltre nera. Dopo ore smise il pianto, i fanciulli che si erano allontanati quatti quatti si avvicinarono incuriositi alla bolla che stava assumendo un colore diverso. Il nero intenso riluceva di una sfumatura dorata; pian piano il “bambino della bolla” riuscì a percepire delle sagome; non avevano la pelle rosa come lui, erano luminosi come il sole in una giornata estiva. Il mondo era più bello, gli alberi erano gialli e i frutti luccicavano come le stelle. I sentieri erano brillanti e i sassi erano divenute pietre preziose. Il mondo rimase così fino a quando il bambino si rese conto che non esisteva più la notte. Il cielo era sempre luminoso e dorato. Gli alberi erano impreziositi di stelle. Il verde, il viola e l’azzurro erano scomparsi, parimenti l’intera gamma dei colori.Desiderò nuovamente vedere i colori; e il viola, il verde, l’azzurro ricomparvero. Allo stesso modo, gli altri colori.  La bolla rimase trasparente fino a quando il bambino non compì sei anni. Un giorno, l’anno del suo sesto compleanno, incontrò un essere di una bellezza che non aveva mai visto prima. Una bambina dagli occhi azzurro cristallino e dai capelli dorati. Non erano i raggi del sole. Non era uno scherzo della bolla. Quella bambina sapeva dei campi di grano mossi dal vento, dei petali di girasole e dei limoni. Improvvisamente, provò un’emozione mai vissuta prima. La bolla non era più sotto il controllo della sua volontà; i colori cominciavano ad uniformarsi sotto un’unica sfumatura: il rosa.

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