Feuilleton “L’uomo e la bolla” 3
Ora il mondo aveva i caratteri della dolcezza, del sentimento e dell’amore. Sentiva che era qualcosa che superava qualsiasi confine, qualsiasi bolla. Vedeva il mondo oltre la sfumatura rosa; sapeva che ciò che provava era qualcosa di meraviglioso e in quel momento un altro pensiero lo assalì: e se tutto questo finirà? La bolla cessò di essere rosa e divenne nuovamente nera, ma di una sfumatura differente dalla precedente. Gli altri bambini videro il cambiamento e si chiesero che cosa fosse, non potevano certo sapere che la paura di perdere avesse quel volto. Il bambino della bolla si chiese che cosa avesse sbagliato, ma ancora non era in grado di comprendere in questa fase della sua vita. L’innocenza e l’ingenuità dominarono la sua vita per un lungo periodo. Il suo percorso di crescita era appena iniziato e già sentiva il peso delle emozioni che come un fiume in piena lo travolgevano. Tante altre sensazioni era pronto a provare e le situazioni si presentavano a lui come un fato ineluttabile di crescita.
Feuilleton “L’uomo e la bolla” 2
Il “bambino della bolla” cominciò a gridare ma nessuno riusciva a sentirlo sotto quella coltre nera. Dopo ore smise il pianto, i fanciulli che si erano allontanati quatti quatti si avvicinarono incuriositi alla bolla che stava assumendo un colore diverso. Il nero intenso riluceva di una sfumatura dorata; pian piano il “bambino della bolla” riuscì a percepire delle sagome; non avevano la pelle rosa come lui, erano luminosi come il sole in una giornata estiva. Il mondo era più bello, gli alberi erano gialli e i frutti luccicavano come le stelle. I sentieri erano brillanti e i sassi erano divenute pietre preziose. Il mondo rimase così fino a quando il bambino si rese conto che non esisteva più la notte. Il cielo era sempre luminoso e dorato. Gli alberi erano impreziositi di stelle. Il verde, il viola e l’azzurro erano scomparsi, parimenti l’intera gamma dei colori.Desiderò nuovamente vedere i colori; e il viola, il verde, l’azzurro ricomparvero. Allo stesso modo, gli altri colori. La bolla rimase trasparente fino a quando il bambino non compì sei anni. Un giorno, l’anno del suo sesto compleanno, incontrò un essere di una bellezza che non aveva mai visto prima. Una bambina dagli occhi azzurro cristallino e dai capelli dorati. Non erano i raggi del sole. Non era uno scherzo della bolla. Quella bambina sapeva dei campi di grano mossi dal vento, dei petali di girasole e dei limoni. Improvvisamente, provò un’emozione mai vissuta prima. La bolla non era più sotto il controllo della sua volontà; i colori cominciavano ad uniformarsi sotto un’unica sfumatura: il rosa.
Feuilleton
Vi propongo per le prossime settimane due feuilleton di mia creazione, spero li possiate apprezzare….
Feuilleton “L’uomo e la bolla”
C’era una volta una bolla e dentro ad essa, un uomo. L’uomo non aveva un nome e il motivo era perché non aveva mai avuto una madre che glielo desse. La bolla era nata e cresciuta insieme a lui come un’amichetta d’infanzia e non lo abbandonava mai. Quando era alto 1 metro e 50, la bolla era un metro e cinquanta. Quando era alto 1 metro e 70, la bolla era un metro e settanta. Era speciale quella bolla, come un’amichetta d’infanzia. Il suo colore era indefinito, in quanto mutava di volta in volta, a seconda dell’umore dell’uomo. Quando era nato, il colore della bolla era azzurro, tipico dei maschietti. Un giorno, a due anni, il bambino scoprì cosa significava essere triste. I suoi amichetti avevano un nome: Giorgio, con il naso a patata; Mattia, con sempre il moccio al naso; e Gianni, il monello del gruppo. Lui era semplicemente il “bambino della bolla”, come era stato soprannominato dagli altri fanciulli. Quel giorno, a due anni, la bolla divenne nera come la pece, il bambino si spaventò e la bolla divenne ancora più scura; non riusciva più a vedere ciò che era intorno a lui. Erano visibili solo lui e la bolla, il mondo non c’era più. Questo lo rese ancora più triste e la bolla divenne di un nero che non era mai esistito sulla Terra. Gli altri bambini meravigliati si avvicinarono a quel corpo sconosciuto.Non avevano mai visto la disperazione da vicino, non l’avevano ancora appresa.
Wordvoyager
Continua….